Legal & Society

Salvini: è ora di Lega-lizzare la Cannabis!

La crociata di Salvini

Lo aveva annunciato il Ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini: “Farò la guerra ai negozi di cannabis light” – aggiungendo – “ad uno a uno li chiuderemo tutti”. A distanza di nemmeno 24 ore dal suo annuncio, nelle marche, per ordine del Questore di Macerata, due negozi di cannabis legale vengono subito chiusi.

È quello che sta accadendo in questi giorni. Un attento monitoraggio degli shops, una stretta sui controlli, verificando che non siano messe in vendita le “infiorescenze“,  in “quantità significative da un punto di vista psicotropo e stupefacente“, evidenziando che l’obiettivo è la tutela della salute e dell’ordine pubblico. Ma nessuna chiusura “automatica”.

Salvini legalizzazione - Weedex Magazineq

Dichiarazioni che hanno creato tuttavia non poca preoccupazione tra i players del settore, visti i numerosi negozi di cannabis light presenti su tutto il territorio nazionale. E che, negli ultimi anni, hanno visto un continuo aumento di clienti.

Sulle dichiarazioni del leader leghista e Ministro dell’Interno Matteo Salvini occorre tuttavia fare delle doverose precisazioni.

La vendita della cosiddetta cannabis light è regolata – e consentita – da una Legge ormai in vigore dal 2016 nella quale si stabilisce che è ammesso il commercio di prodotti a base di canapa purché il loro contenuto di THC sia inferiore allo 0,6%.

Il secondo aspetto riguarda i negozi che sono stati chiusi a Macerata. La loro chiusura deriva purtroppo dal fatto che questi punti vendita vendevano canapa con un contenuto di THC (ben) superiore al limite consentito dalla legge.

Si possono – anzi si devono – chiudere i negozi per gravi motivi di ordine pubblico. Come si chiudono ad esempio i bar a seguito di risse. Ma bisogna dimostrare e provare che questi motivi effettivamente sussistano. Non è possibile generalizzare! Gli abusi è giusto, sacrosanto, che vengano sanzionati ed eliminati da questo mercato. Si è concordi sul fatto che tutte le forme di abuso e che siano “aldilà della legge” debbano essere soffocate. Ma non è possibile creare un (finto) allarmismo sociale parlando di “lotta alla droga” limitandosi tuttavia a riferire di Cannabis light shop. Cioè di negozi che vendono articoli in cui droga proprio non ce n’è. L’effetto psicotropo tanto decantato da Salvini (“la droga” (cit.)) non si trova in nessuno dei prodotti in vendita nei negozi di Cannabis Light. In ne-ssu-no.

Da Salvini, non contento, un invito Di Maio – che è una nuova stilettata nel lungo duello interno alla maggioranza. “Dico a Luigi che combattere la droga significa anche combattere la mafia, come dimostrano gli arresti delle ultime ore contro il clan Casamonica” ha proseguito il vice-premier (i Casamonica? ndr.). “Mi aspetto che il senatore dei 5Stelle Mantero ritiri la proposta sulla droga libera. Non è nel contratto di governo e non voglio lo Stato spacciatore“.

Nel pomeriggio arriva la risposta secca del Presidente del Consiglio Conte, sempre meno disposto a fare soltanto da arbitro. “Ho un’agenda con un ordine del giorno molto fitto, questo non è all’ordine del giorno“, ha detto il premier a chi gli chiedeva quale fosse la sua posizione sulla cannabis light.

E Di Maio così chiosa: “Il ministro Salvini vuole chiudere i negozi irregolari che vendono queste sostanze? Ben venga, perché se sono irregolari non possono restare aperti. Il tema è che oltre a fare questo lo pregherei anche di chiudere le piazze di spaccio della camorra e della mafia, perché quando ci sono piazze di spaccio poi ci vanno di mezzo bimbe di tre anni come accaduto a Napoli“.

L’attesa per la pronuncia delle Sezioni Unite

 

Il prossimo 30 maggio le Sezioni Unite della Corte di Cassazione sono chiamate a pronunciarsi sul commercio di Cannabis Light. L’unica vera istituzione che potrà mettere la parola fine alla tanto discussa vicenda.

Tutto infatti nasce dal conflitto tra la legge del 2016 sulla canapa light, che ammette, come detto, la vendita di articoli con un THC inferiore allo 0,2, e la legge unica sugli stupefacenti.

Corte di Cassazione Roma - Weedex Magazine

Un contrasto giurisprudenziale evidente nelle decisioni delle corti: le prime decisamente contrarie a questi esercizi commerciali, le seconde, stante l’approfondimento del fenomeno, molto più ricche e favorevoli alla commercializzazione del fiore. L’ultima sentenza della sesta sezione infatti statuisce che “è possibile la vendita della cannabis light, che il limite da considerarsi corretto per il THC è lo 0,6% e che non serve la destinazione d’uso, perché se questa viene definita su quel prodotto, si limita la sfera delle libertà individuali”. (Leggi l’articolo qui).

Quando vi è una difformità di interpretazione tra diverse sezioni, la decisione finale passa alle sezioni unite, per l’ottenimento di una normativa definitiva. Una volta per tutte.

Perché quindi non si può vendere un fiore privo di alcun effetto psicoattivo? Tutelato dalla legge italiana, dalle direttive europee e dal manuale degli stupefacenti delle Nazioni Unite?

Cannabis Light, il Consorzio denuncia: “Con la chiusura a rischio 10mila addetti”

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Su oltre 800 partite iva agricole specializzate, 1.500 nuove aziende di trasformazione e distribuzione e diecimila addetti si abbatterebbe una catastrofe se la crociata del Ministro Salvini dovesse incredibilmente concretizzarsi.

L’agenzia Radiocor, sulla base dei dati del Consorzio nazionale per la tutela della canapa industriale, ha portato il direttore generale del consorzio, Stefano Zanda, a sottolineare che “il comparto della canapa industriale non ha nulla a che vedere con gli stupefacenti, o con gli aspetti ludici della cannabis. Le esternazioni di alcuni politici, poco informati, stanno arrecando danni incommensurabili al settore e minando il suo sviluppo“.

Prendiamo le distanze – ha aggiunto Zanda all’agenzia – da eventuali comportamenti fuori legge di alcuni negozianti. Chiediamo però il massimo rispetto per il settore, composto da moltissimi professionisti ed aziende serie. Il governo dovrebbe essere lungimirante e non perdere tempo e regolamentare il comparto. Dando dignità e la stabilità necessaria alle imprese, per affrontare e attrarre gli investimenti necessari allo sviluppo.

Meglio forse delle leggi per aprire esercizi commerciali (che pagano l’IVA contribuendo alla (debole) economia dello Stato) piuttosto che per chiuderli, aggiungiamo noi!

Con i Canapa Shop spaccio ridotto del 14% e calo del fatturato illecito di 100 milioni di Euro l’anno

Esiste anche uno studio sul mercato delle droghe leggere in Italia – portato avanti da alcuni ricercatori. Evidenzia gli effetti e benefici dal punto di vista economico ma anche dal punto di vista della lotta alla criminalità organizzata.

Lo studio Light cannabis and organized crime: evidence from (unintended) liberalization in Italy” (QUI lo studio completo è il titolo della ricerca pubblicata lo scorso aprile dalla rivista scientifica European Economic Review. È firmata dal professore associato di Scienza delle Finanze, Vincenzo Carrieri, dell’Università della Magna Grecia di Catanzaro, e dai ricercatori Leonardo Madio dell’ateneo di Louvain in Belgio e Francesco Principe dell’Erasmus School of Economics di Rotterdam.

Lo studio è stato effettuato confrontando i dati mensili delle attività di prevenzione, controllo e repressione da parte delle forze dell’ordine nelle aree geografiche, provincia per provincia, dove sono stati aperti i cosiddetti negozi di cannabis.

“Abbiamo scoperto – affermano i ricercatori – che la legalizzazione della cannabis light ha portato a una riduzione del 14% dei sequestri di marijuana illegale per punto vendita e a una riduzione dell’8% della disponibilità di hashish. I calcoli su tutte e 106 le province italiane prese in esame suggeriscono che i ricavi perduti dalle organizzazioni criminali siano in una forchetta stimata tra i 90 e 170 milioni di euro all’anno. Si stima inoltre che la vendita di cannabis light abbia portato a un calo di circa il 3% degli arresti per reati di spaccio”.

Chissà se il Ministro dell’Interno l’ha letto lo studio!?

 

SIAMO CERTI CHE TUTTO QUESTO POLVERONE ABBIA SENSO?

Vi invitiamo a leggere l’interessantissimo articolo de “Il Sole 24 Ore” sull’argomento. Leggi QUI quanto vale il settore.

Milano, alla fiera della canapa: "Se continuano gli insulti ce ne andiamo dall'Italia"

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