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È un Paese per vecchi

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Sembrerebbe proprio che, da oggi, vendere i derivati della cannabis light costituisca “reato”. Così si è espressa ieri, 30 maggio 2019, la Cassazione, uno tra i poteri più forti e influenti dello Stato. Ma allora chi aveva permesso l’apertura delle centinaia di negozi che commercializzano proprio questi prodotti e che oggi sono presenti su tutto il territorio della penisola? Sempre lui, lo Stato. Non vogliamo entrare ancora nel merito della decisione, noi di Weedex aspettiamo ansiosi (e forse un po’ sfiduciati) le motivazioni della Sentenza.

Mi limito sommessamente a urlare che è più facile scalare l’Everest in solitudine di quanto non lo sia fare impresa nel nostro Paese” dice Massimo Gramellini, nel sua nota rubrica mattutina, “Il Caffè di Massimo Gramellini” (a cura del Corriere della Sera).

Noi, a differenza di Massimo, vorremmo poterci non limitare, ma gridare a squarciagola.

  • Come può una nazione andare sempre nella direzione opposta rispetto a quella in cui va il mondo?
  • Come può uno Stato tarpare le ali ad aziende o persone che in questa nuova economia hanno messo tutto se stessi, oltre a copiosi investimenti, anche milionari?
  • Come è possibile che questo possa accadere, a distanza di anni poi?
  • Come può “una cosa” (sia essa sostanza o attività) essere legale e, nel giro di un giorno, non esserlo più?
  • Come si può ignorare che, in pochissimi anni, la legalizzazione della cannabis light ha già portato a una riduzione del 14% dei sequestri di sostanza illegale e conseguentemente del fatturato delle mafie per almeno 100 milioni di euro, portando a un calo anche degli arresti per reati di spaccio?
  • Come può un cittadino investire tutti i propri risparmi e vederli andare in fumo nel giro di un battito d’ali di farfalla? E adesso come dovrebbe comportarsi? 

Mettiamo che uno abbia la bizzarra idea di aprire un’attività consentita dalla legge. Per prima cosa si accerterà che sia effettivamente consentita. Consulterà avvocati, notai, pagherà parcelle, incomprensibili ed infinite tasse, consumerà tempo, sudore della fronte, e denaro in investimenti, in marche da bollo e code agli uffici del Comune. Ottenuto il sospirato via libera – e in Italia ce ne vuole, ve lo garantiamo – investirà una parte del proprio patrimonio, forse tutti i suoi risparmi, oppure chiederà un mutuo alle banche e in qualche raro caso lo otterrà. Allora affitterà un locale, assumerà dipendenti, creerà un magazzino. Creerà posti di lavoro. Ma appena l’attività comincia a uscire dalla fase embrionale, il semaforo acceso sul verde diventa rosso. Quello che era permesso, improvvisamente non lo è più. Diventa oggetto di una contesa giudiziaria, rimpallando da un ricorso all’altro, fino a planare sulle scrivanie della Cassazione. Se questo è lo Stato delle cose, uno straniero può pensare di investire in Italia solo se si trova sotto l’effetto di qualche droga, e neanche tanto light.” continua e conclude Massimo Gramellini.

Noi di Weedex siamo sicuri, non finirà così! Non può finire così!!!

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